GARANTE FVG. SBRIGLIA: MANCANO TUTORI MSNA E CARCERI AL COLLASSO
(ACON) Trieste, 4 mag - La tutela dei minori stranieri non
accompagnati, le condizioni delle carceri segnate dal persistente
sovraffollamento, le criticità di Rems e Cpr, ma anche le
attività istituzionali e il contrasto alle discriminazioni. Sono
questi i principali temi al centro della relazione 2025 del
Garante regionale dei diritti della persona, che ha fatto il
punto sulle attività svolte nell'ultimo anno e sulle prospettive
di intervento nell'audizione all'Ufficio di presidenza del
Consiglio regionale.
"I dati riportati nella relazione annuale - ha osservato il
Garante per i diritti della persona, Enrico Sbriglia - possono
essere un termometro sociale che può essere utile al decisore
politico".
Il documento delinea un quadro articolato delle funzioni di
tutela esercitate a favore di minori, persone private della
libertà e soggetti a rischio discriminazione. "Il Garante
esercita funzioni di garanzia per bambini, adolescenti, persone
private della libertà e a rischio di discriminazione; promuove
tutela, studio, cultura, formazione e collaborazione con enti e
istituzioni; opera in collegamento con organismi regionali,
nazionali e internazionali" - ha ricordato Sbriglia,
sottolineando come "l'attività si sviluppi nei tre ambiti
principali: minori, libertà personale e discriminazioni".
Durante l'audizione Sbriglia ha indicato che "particolare
attenzione è stata dedicata ai minori stranieri non accompagnati.
Nel 2025 sono state raccolte 25 nuove disponibilità di tutori
volontari, mentre i partecipanti all'ultimo corso di formazione
sono stati 29, portando a 214 il numero complessivo dei tutori
formati dal 2017. Accanto a questo, sono proseguite le iniziative
di sensibilizzazione e diffusione di materiali informativi, come
i Quaderni dei diritti e i Vademecum, e l'accoglienza dei minori
ucraini in regione".
Sul fronte della tutela dei minori, "il Garante ha rafforzato la
rete di collaborazioni attraverso protocolli di intesa, in
particolare per la prevenzione di fenomeni come bullismo e
cyberbullismo. Tra questi, il protocollo con Unicef per la
formazione dei tutori volontari e quelli dedicati al sistema di
tutela dei Msna e al contrasto dell'infanzia violata. Le attività
si sono sviluppate anche grazie alla collaborazione con
associazioni, scuole e forze dell'ordine, attraverso incontri e
iniziative di sensibilizzazione".
"Rilevante - ha proseguito Sbriglia - anche l'impegno sul
versante delle persone private della libertà, con visite e
incontri negli istituti penitenziari di Trieste, Udine, Gorizia,
Pordenone e Tolmezzo. L'attività ha incluso colloqui con
detenuti, operatori e dirigenti, anche in presenza dei Garanti
comunali, oltre a momenti di confronto con il Provveditorato e il
Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria. Le visite hanno
riguardato anche le sezioni di alta sicurezza e detenuti in
regime di 41 bis e semilibertà. Un monitoraggio che ha consentito
di far emergere diverse criticità: problemi igienico-sanitari e
strutturali, carenza di personale - in particolare di polizia
penitenziaria - e la necessità di nuove strutture moderne e di
soluzioni di housing sociale penitenziario".
Su tutte, però, pesa il dato del sovraffollamento. "Il sistema
penitenziario italiano e del Friuli Venezia Giulia continua a
soffrire di sovraffollamento, con tassi superiori al 120%,
raggiungendo il 151,72% nelle carceri regionali, ha evidenziato
Sbriglia. Al 31 dicembre 2025, i detenuti nelle 189 carceri
italiane erano 63.499, a fronte di 51.277 posti disponibili, per
un affollamento del 123,84%. Nei cinque istituti del Friuli
Venezia Giulia, i detenuti erano 748 su 493 posti disponibili,
con un tasso del 151,72%. Situazioni particolarmente critiche si
registrano a Udine (190,53%) e Trieste (166,67%)".
La relazione evidenzia inoltre "le criticità delle Rems (3 in
regione) e dei Cpr, strutture che presentano problematiche legate
alla carenza di personale, alla sicurezza e alle condizioni di
permanenza. Le Rems, che hanno sostituito gli ospedali
psichiatrici giudiziari, mostrano fragilità soprattutto sotto il
profilo organizzativo, mentre i Cpr risultano complessi da
gestire anche per le criticità sanitarie e di convivenza".
Nel corso del 2025 è proseguita la collaborazione con i Garanti
comunali e nazionali, con rapporti consolidati in particolare con
Udine, Trieste e con la nuova Garante di Gradisca d'Isonzo.
Costanti anche i contatti con la Magistratura di sorveglianza,
"ritenuti fondamentali per migliorare il sistema penitenziario,
così come il supporto alle richieste di trasferimento dei
detenuti e il monitoraggio delle strutture".
"Sul piano legislativo - ha osservato Sbriglia - non si
registrano attività specifiche legate alla riforma Cartabia, né
pareri su progetti di legge riguardanti infanzia e libertà
personale. Sono stati invece espressi pareri favorevoli, con
osservazioni, su provvedimenti relativi ai diritti delle persone
con disabilità, degli anziani e contro le discriminazioni".
Sul fronte delle discriminazioni, il Garante ha gestito 42
segnalazioni nel 2025, prevalentemente legate a disabilità (17
casi) e condizioni sociali (22), oltre a episodi connessi al
luogo di residenza (2) ed etnia o razza (1). L'attività si è
concentrata su assistenza, mediazione e promozione della cultura
della parità di trattamento, con particolare attenzione alle
persone più vulnerabili.
"Complessivamente - ha proseguito il Garante - nel 2025 sono
state trattate 159 pratiche, in aumento rispetto alle 136
dell'anno precedente. Le segnalazioni hanno riguardato
soprattutto ambiti giuridico-amministrativi, condizioni detentive
e problematiche ambientali, confermando come le principali
criticità restino legate al sovraffollamento, alla carenza di
personale e alle condizioni igienico-sanitarie e di sicurezza,
sia nelle carceri sia nei Cpr".
Accanto all'attività di tutela, nella relazione si legge che "il
Garante ha partecipato a convegni, incontri istituzionali e
iniziative pubbliche, promuovendo la cultura dei diritti
attraverso il sito web, i comunicati stampa e i media, oltre alla
presenza in tavoli regionali e nazionali su politiche sociali e
sicurezza. Ricorrenze come la Giornata dei diritti dell'infanzia
hanno rappresentato ulteriori occasioni di sensibilizzazione".
In conclusione di relazione, Sbriglia ha evidenziato "la
complessità del ruolo e la necessità di rafforzare le risorse a
disposizione. Viene sottolineata l'importanza di figure con
competenze specializzate, l'esigenza di ampliare l'organico,
attualmente composto da quattro funzionari, e di potenziare la
rete dei Garanti anche a livello comunale. Tra le priorità,
infine, la necessità di intervenire tempestivamente sulle
criticità per prevenire ricadute sociali e garantire una tutela
effettiva dei diritti fondamentali".
ACON/RM